
Bologna
Il nuovo Ecodistretto Bertalia-Lazzaretto rappresenta una visione pionieristica per la città di Bologna: un progetto che coniuga edilizia sociale, sostenibilità ambientale e innovazione urbana. Firmato da ATI Project, a-fact architecture factory, Weber Architects e Parcnouveau, il progetto vincitore del concorso internazionale promosso dal Comune di Bologna propone un modello abitativo evoluto, dove architettura, natura e comunità si integrano in un ecosistema urbano resiliente e dinamico. L’obiettivo è ambizioso: trasformare un’area periferica in un motore di rigenerazione urbana e sociale, capace di attivare nuove reti relazionali e ambientali nel cuore del quartiere Navile.
L’impianto urbanistico proposto riscrive il tradizionale paradigma dell’edilizia sociale attraverso una lettura attenta del contesto e una distribuzione volumetrica che favorisce la creazione di spazi intermedi di relazione. Il fulcro del sistema è un grande cortile urbano, completamente pedonale, concepito come un sistema di “stanze aperte” dove natura, luce, opportunità di relazione e vita quotidiana si intrecciano. La varietà volumetrica e l’articolazione dei fronti costruiscono un paesaggio abitativo ricco, stimolante e capace di attivare senso di appartenenza, incoraggiando la formazione di una comunità urbana ampia, inclusiva e attiva, capace di superare la logica del semplice “abitare”.

Lo sviluppo sinergico nel progetto urbanistico delle infrastrutture verdi e blu consente non solo di mitigare gli effetti del microclima urbano ma anche di contribuire alla gestione sostenibile degli eventi atmosferici estremi, moltiplicando inoltre i benefici ecologici.
Ricco di nature-based solutions, il paesaggio così configurato, grazie anche all’utilizzo simbiotico di specie autoctone, ha la capacità di avvicinare alla città la ricchezza di biodiversità dell’ecosistema fluviale, riscoprendo il rapporto con il Reno e con il canale della Ghisiliera.
Il nuovo tessuto urbano, ricco e variegato, reinterpreta la complessità e la densità della struttura urbana consolidata, promuovendo la prossimità fisica e visiva tra le funzioni insediata, connesse dall’elemento simbolo della socialità per eccellenza: il portico al piano terra. Una rete di spazi pubblici connessi e accessibili, pensati come infrastruttura sociale e ambientale, si estende fino alle coperture dei fabbricati e si diffonde nel paesaggio. Serre comunitarie, terrazze produttive e percorsi ciclo-pedonali alimentano un nuovo modo di vivere il quartiere: condiviso, attivo e orientato al benessere.

Flessibilità come Indice di Sostenibilità
La sostenibilità è integrata non solo in termini ambientali, ma anche tipologici e funzionali. L’architettura è progettata per adattarsi nel tempo. La varietà tipologica, i ballatoi relazionali e i blocchi modulari consentono trasformazioni future, prolungando la vita utile degli edifici e riducendo l’impatto ambientale. La flessibilità diventa così un criterio strutturale di sostenibilità.
L’Ecodistretto Bertalia-Lazzaretto non è solo un progetto urbano: è una visione concreta di come l’architettura possa essere strumento di trasformazione ecologica e sociale. Unendo design responsabile, infrastrutture verdi e spazi collettivi, il progetto dimostra che la sostenibilità non è un’opzione, ma la condizione necessaria per costruire città più eque, resilienti e vivibili. È qui che la forma architettonica diventa habitat, e il costruire diventa prendersi cura.


Luogo: Bologna
Anno: 2024
Tipologia: Masterplan, Residenziale pubblico
Cliente: Comune di Bologna
Status: on going
Progettazione architettonica: Weber Architects, a-fact architecture factory
Sostenibilità: Weber Architects
Landscape design: parcnouveau
Progettazione Strutturale: ATI project
Progettazione impianti: ATI Project
Progettazione antincendio: ATI Project
Render: Emmeworks
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