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Ex Manifattura Tabacchi, esempio virtuoso di collaborazione pubblico-privato

21 Aprile 2025

Saranno rigenerati 4,5 ettari di territorio, 6.200 metri quadrati di superficie pubblica. Duemila metri quadrati destinati a spazi per la cultura

di Maria Chiara Voci

Nel quartiere Regio Parco, zona nord-est di Torino, dove un tempo si estendevano campi agricoli, trasformati in un complesso industriale per la lavorazione del tabacco, è prossimo l’avvio di un percorso che porterà alla rigenerazione di un bene e di un’area inaccessibili da anni. Il progetto di retrofit della ex Manifattura Tabacchi, futuro polo culturale e di formazione, è un esempio concreto di come sia possibile ricucire grazie a un corretto pensiero progettuale il rapporto tra città, acqua e paesaggio agricolo, rispondendo alle sfide centrali che ogni contesto urbano deve affrontare: adeguarsi alle nuove esigenze sociali e prepararsi agli impatti del cambiamento climatico.

Non a caso, a inizio aprile, il progetto vincitore del concorso internazionale indetto dall’Agenzia del Demanio e firmato da Eutropia Architettura + Pinifarina Architecture con Weber Architects e un gruppo interdisciplinare, tra cui Paisà Landscape, è stato riconosciuto come miglior caso di Green Urban Planning and Landascape Architecture dal Green Good Design Sustainability Award.

[…] Il progetto – presentato nell’ultima versione durante un evento organizzato a marzo dal chapter Piemonte del Green Building Council Italia negli spazi di Toolbox – ospiterà un nuovo polo archivistico e culturale a servizio dei Ministeri della Giustizia e della Cultura, con aule di consultazione e un centro studi oltre che un polo universitario completo di residenze, servizi per studenti e aule per l’alta formazione. Intuizione del progetto è stato quello di girare l’orientamento dei fabbricati, aprendo al fiume e alle visuali verdi quello che diventerà un luogo di aggregazione, con una galleria coperta per attività sociali e culturali. Dotazioni efficienti e automazioni robotizzate consentiranno di massimizzare la capienza degli archivi.

[…] Una caratteristica distintiva del progetto è rappresentata dai binari recuperati del vecchio raccordo ferroviario, che tracciano le direttrici principali lungo le quali si snoda l’intero intervento e conducono verso la Piazza Centrale, dove sorgeranno i nuovi archivi, creando un forte legame tra storia, cultura e innovazione. Lo spazio tra i due nuovi fabbricati, destinati ad archivio dei Ministeri della Giustizia e della Cultura, è pensato come luogo di aggregazione, con una galleria coperta per attività sociali e culturali.

[…] Aggiunge Filippo Weber di Weber Architects: «Abbiamo adottato un approccio che definiamo sustainable by design, in cui la sostenibilità non è un elemento aggiunto, ma integrato nel progetto fin dall’inizio. Il nostro intervento ha beneficiato fortemente dei protocolli di certificazione richiesti dall’Agenzia del Demanio. Fra i risultati raggiunti, abbiamo ridotto del 50% le superfici impermeabili a favore di superfici permeabili e verdi».

Conclusa la fase di approfondimento progettuale e di iter burocratico, le prime demolizioni sono attese entro il 2025.